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Imperiale reale Esercito Austriaco

Aggiornamento: febbraio 2013


Campagna militare del 1859

Una carica di cavalleria a Magenta*

* Articolo apparso nella rivista Panoplia e nel bolletino UnifEurop

Portastendardo ussariIL pomeriggio del 4 giugno 1859 l'esercito imperiale, seguendo il piano del generale Gyulai, si ostinava a lanciare i suoi attacchi contro il paese di Ponte Vecchio di Magenta il cui possesso diventava indispensabile per tentare di tagliare l' ala destra francese e cambiare in tal modo in vittoria quella che al centro, a Magenta, sembrava già essere una sconfitta.

Il reggimento Gran Duca d' Assia N° 14 della brigata Hartung per 6 volte si era impossessato del paese, ma ogni volta ne era stato sloggiato. Il 2° squadrone del reggimento Ussari Re di Prussia N° 10, assegnato alla brigata, aveva ributtato i quadrati francesi al prezzo di forti perdite, tra queste il suo comandante 'Rittmeister' Schmidt, ma ogni sforzo per mantenersi in questa posizione, situata sulla sponda destra del Naviglio, non valse a raggiungere l'obiettivo.

Le truppe francesi del generale Canrobert si impegnano in un nuovo combattimento, l'ultimo della giornata per il possesso del paese, contro le brigate Dürfeld, Hartung e Wetzlar, le quali, costrette a cedere terreno, alla fine si ritirano incalzate dalla fanteria francese.

In questo momento critico 4 squadroni del reggimento Ussari Re di Prussia N° 10, tenuti in riserva, rappresentano l'unica forza disponibile che possa disimpegnare le truppe austriache in ritirata.

Nonostante che il terreno rotto e pieno di ostacoli non si presti ad una carica di cavalleria, il comandante del reggimento, colonnello barone Edelsheim, non ha alcuna esitazione e di sua iniziativa ordina di attaccare. Ai 4 squadroni (3°, 4°, 7° e 8°, di cui l'8° resta in riserva), si unisce il 5° assegnato alla brigata Dürfeld.

I cavalieri austriaci, benché ricevano a distanza ravvicinata il fuoco dei fanti del 56° reggimento francese, piombano sul nemico che viene sciabolato fin dentro le strette vie dell'abitato. Il Maggiore von Kronfeld, ucciso il suo cavallo, è colpito nel momento in cui tenta di rimettersi in sella su un cavallo di fortuna. Il maggiore è dato prigioniero gravemente ferito ma la verità è più drammatica come ebbe a ricordare il generale francese Canonge, allora ufficiale subalterno al 56° reggimento di linea: "Tutti gli ufficiali dello squadrone erano stati colpiti. Quando giungemmo all'altezza di uno di essi, il Maggiore Kronfeld, egli ci disse in eccellente francese: 'Signori, mi avete sistemato per bene lo squadrone!'. Pieni di pietà per questo valoroso lo oltrepassammo. Quando tornammo sui nostri passi egli era morto. Il caporale tamburo Lescluse aveva avuto l'infamia di finirlo colpendolo col pomo della sua mazza.."

Tuttavia gli ussari austriaci riescono ad assalire lo stato maggiore del 3° corpo francese: 'Il maresciallo Canrobert è afferrato per il colletto; egli sprona il cavallo che s'imbizzarrisce, lasciando nelle mani del suo aggressore la 'crimea' che gli cingeva il collo' (Bapst, Le mar. Canrobert, III, 381); il suo capo di Stato Maggiore, col. de Senneville, cade a terra privo di vita proprio nelle ultime fasi del combattimento, mentre era intento a racimolare qualche reparto disperso da portare avanti; il colonnello Bellecourt dell' 85° reggimento viene disarcionato' (Relazione austriaca, I, 559).

L'oscurità pone fine agli scontri a Ponte Vecchio. La fanteria austriaca ripiega in ordine non senza essersi prima buttata di slancio nella mischia che gli ussari avevano rinnovato per l'ultima volta in quella giornata memorabile.

Per questa carica il colonnello Edelsheim riceverà il più grande riconoscimento che gli Austriaci rendevano al valor militare: l'Ordine di Maria Teresa.


L'organizzazione della cavalleria nel 1859

L'unità tattica della cavalleria austriaca era la divisione, non lo squadrone; tra i due squadroni che componevano la divisione si collocava lo stendardo; gli squadroni dispari (1, 3, 5 e 7) erano schierati dall'ala destra all'ala sinistra seguendo l'altezza degli uomini e delle cavalcature; allo stesso modo gli squadroni pari erano schierati dall'ala sinistra a quella destra. I due quarti plotoni con i cavalli più piccoli si trovavano così al centro della divisione, a sinistra e a destra dello stendardo.

Gli ufficiali non si trovavano davanti alla fronte: essi erano inquadrati negli squadroni e plotoni dei quali erano comandanti.

I capitani comandanti di squadrone si inquadravano nell'ala esterna della divisione; tra i plotoni 2° e 3° si trovavano i due sottotenenti; nell'ala interna dello squadrone cioè a destra e a sinistra presso lo stendardo, i due primi tenenti denominati ufficiali di bandiera.

Il secondo capitano e il primo tenente più anziano si trovavano dietro la fronte accanto al trombettiere di squadrone e ai due sergenti furieri (Wachtmeister). I 4 sergenti capiplotone (Zugsführer) erano inquadrati nella prima fila tra il 1° e il 2° plotone e tra il 3° e il 4° plotone; tutti gli 8 caporali si schieravano alle ali dei loro plotoni.

Oltre alla sciabola da cavalleria ogni ussaro disponeva di due armi da fuoco dopo che una decisione imperiale del 1852 aveva messo fine a due anni d'incertezze sul modo di armare le truppe montate. L'ordinanza del ministro della guerra decretò per gli ussari (sul modello dei dragoni): "Che tutti gli uomini ricevano una pistola e una carabina, rigata di modello 'a camera' per la metà di essi e a canna liscia per l'altra metà, e che ogni sottufficiale venga dotato di due pistole".

Questo armamento, tuttavia, non sembrava adeguato per quegli ussari destinati a misurarsi con le unità di cavalleria nemiche.

La 1ª divisione, che a marzo del 1859 si trovava a Lodi, venne istruita da un ufficiale degli ulani, nel combattimento sciabola contro lancia in vista dei possibili scontri con i lancieri piemontesi.

Sul piede di guerra uno squadrone completo contava 227 uomini e 200 cavalli in forza del regolamento del 1857 ma tali cifre restarono lontane dall'essere raggiunte per tutta la durata della campagna.

L'ordine di battaglia del 20 maggio 1859 dà per il reggimento Re di Prussia N° 10 una forza operativa di 1145 uomini montati ovvero una media di 143 uomini per squadrone, cioè lo stesso organico del reggimento Imperatore Francesco Giuseppe N° 1, il che rappresentava ad ogni modo una trentina di uomini in più per squadrone dell'altro reggimento ussari presente in Italia, il conte Haller N° 12 !!

Uniforme

[Dragone e Ussaro 1849]Particolare di una tavola di Franz Gerasch raffigurante un dragone 'verde' e un ussaro del reggimento 'Re di Prussia N° 10'. Siamo nel 1849, anno dell'introduzione dei nuovi modelli di dolman (Sommer-Attila) e di pelliccia (Winter-Attila) per ussari. La lunghezza della falda sarà ridotta il 27 novembre 1850. I passanti degli alamari saranno confermati solamente per l'uniforme degli ufficiali. Il 10° reggimento si distingue per il colore verde 'erba' dello sciaccò, per le olive gialle (ottone) e per il panno di colore reggimentale blu chiaro.
I pantaloni alla ussara si differenziano da quelli della fanteria ungherese solo per la minore lunghezza dello spacco non graffettato sul polpaccio (come da disegno del mod. da fanteria). Il modello del 1864 sarà più ampio e munito di patta.
[Ufficiali di cavalleria 1849]Nel particolare di quest'altra tavola di Franz Gerasch sono illustrati degli ufficiali di cavalleria del 1849. In quell'anno la tunica a falda lunga sostituì l'abito in tutto l'esercito. Accanto ad un elegante primo tenente degli ulani Civalart, vediamo un tenente dei corazzieri con elmo provvisto di cimiero la cui ciniglia giallo-nera sarà soppressa alcuni anni più tardi. Il terzo è un primo tenente dei dragoni e l'ultimo ufficiale a destra un primo tenente degli ussari con attila estiva indossata. La falda sarà accorciata di lì a qualche mese.
[Sciaccò]Magnifico esemplare di sciaccò da sottufficiale completo di piumetto giallo-nero e cordoni con racchette. Il bordo di lana gialla di Ispahan è largo 1,5 pollici (40 mm). Quello da caporale è privo della riga nera nel mezzo.
Il panno bianco è caratteristico dei reggimenti ussari N° 2, 3, 9, 12.
[Berretto]Berretto d'accampamento (Lagermütze). Il panno è del colore reggimentale (blu chiaro o scuro) come lo sono anche i guanti, mentre la circonferenza inferiore corrisponde al colore dello sciaccò.
[Attila estiva]Attila estiva (Sommer-Attila) in panno blu chiaro di ussaro del 3° squadrone del reggimento 'Re di Prussia' che caricò a Magenta. Il disegno è tratto da un cimelio originale conservato a Milano.
Sul lato sinistro una tasca è aperta nella fodera di lino. La falda è foderato di calico del colore reggimentale blu chiaro. Il taglio del colletto e relative graffette sono identici a quelli della tunica da fanteria. Vedere anche il disegno del dorso.
[Attila invernale]Attila invernale (Winter-Attila) da truppa in panno blu chiaro (ricostituzione secondo il regolamento del 1854). E' certo che l'uniforme portata a Magenta prevedeva il Kittel di modello generale dell'armata con 'attila invernale' posata sulle spalle (quella estiva era conservata nella valigia del cappotto).
Le bordure e il colletto rovesciabile sono di pelliccia d'agnello nero. La fodera è invece di agnello bianco ad esclusione delle maniche che l'hanno di lino. Una tasca è ricavata nella fodera. Sulla pelliccia non è applicato alcun distintivo di grado. Vedere anche il disegno del dorso.
[Cinturone di cavalleria]Cinturone di ussaro semplice. Sul coperchio rosso garanza della 'tasca a sciabola' tutti gli ornamenti (monogramma imperiale FJI sormontato dalla corona, gallone di contorno frammezzato da una linea nera) sono in lana di 'Ispahan'. Cintura, cinghiette, pendagli e dragona sono in cuoio di Russia di colore rosso.
[Giberna mod. dragoni]Giberna del modello dei dragoni con portagiberna. Per evitare di scivolare, nella parte interna è applicata una cinghietta con asola che si abbottona alla terza oliva dell' Attila. La bacchetta serve sia per la carabina sia per la pistola.
[Portacarabina]Portacarabina di modello generale. Si intravede il passante dove è fatto infilare il portagiberna. La cinghietta disgiunta serve ad allacciare la carabina al portacarabina.
[Caporale in tenuta di marcia]Caporale in tenuta di marcia. Il coprisciaccò e il copripompon, portati in quasi tutte le tenute, sono del colore del tessuto dello sciaccò (verde per il 10° reggimento). La tenuta di marcia prevede anche il piumetto giallo-nero, ma non è certo se sia stato portato nella giornata del 4 giugno. Il cordoncino a due racchette è collocato all'interno dello sciaccò, mentre la fusciacca è riposta dentro la valigia del cappotto. La tasca a sciabola sarà abolita nel 1860, la fusciacca lo sarà nel 1865.

Simboli di grado e di distinzione

Bordi di distinzione sullo sciaccò e stellette sul colletto comuni a tutto l'esercito. Le maniche del dolman e della pelliccia degli ufficiali superiori sono ornate con un gallone a punta del colore delle olive bordato da un ornamento (Sújtás) culminante con un nodo ungherese semplice.
Il cadetto si distingue dai suoi compagni di truppa per la dragona di modello speciale da sottufficiale e dai guanti in pelle. I trombettieri si riconoscono dal colore completamente rosso del piumetto.

Armamento