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Storia Romana

Gli agri centuriati

In molte regioni d'Italia, in Dalmazia, nell'Africa settentrionale, si osservano tracce delle divisioni agrarie operate dai romani al fine di assegnare le terre da coltivare ai coloni, spesso ex legionari che, deposte le armi e terminato il servizio militare, diventavano agricoltori. Le misurazioni avvenivano sulla base di procedure che noi conosciamo grazie alla descrizione che ne fa Igino Gromatico, un agrimensore del tempo di Traiano (I-II secolo)('De limitibus constituendis').

Ultimate le operazioni preliminari, prima di tutte quella di determinare quale orientamento dare alla divisione agraria, e definito il tipo di suddivisione più adatta al territorio pertinente alla città (colonia o municipio), si procedeva con la groma alla misurazione sul terreno tracciando i due assi principali: il decumano massimo, con orientamento prevalente da est a ovest e il cardine massimo perpendicolare a questo. Le linee di suddivisione, perfettamente diritte, diventavano vie campestri e fossati quali oggi noi li vediamo ad esempio percorrendo le campagne a nord-est di Padova. E' questo il cosiddetto 'reticolato romano', ovvero l'ager centuriatus' dell'antico municipio. Continuando più ad est ci si accorge che alcune vie cambiano direzione pur conservando spesso un perfetto rettifilo. Tali vie sono le tracce di un altro ager, quello del municipio di Altino avente orientamento e misure diversi da quelle dell'ager patavino.agri confinanti

Nei punti di intersezione dei cardini con i decumani venivano collocati i 'termines', cippi di pietra aventi funzione di confine tra le proprietà centuriate. I confini, considerati sacri, erano sotto la tutela del dio 'Terminus' in onore del quale ogni anno, il 23 febbraio, era celebrata la festa dei Terminalia.

Il termine 'centuriazione' deriva dall'antica suddivisione del territorio in 100 parti assegnate ad altrettanti proprietari. Ogni parte, o 'heredium' (così denominato perché dato in proprietà ereditaria), si suddivideva in due iugeri che a loro volta si suddividevano in altrettanti 'actus' quadrati. Un 'actus quadratus' misurava 120 piedi di lato (circa 1.262 mq).agri confinanti

Si conoscono numerose forme di centuriazione più o meno estese. Quella di Padova, ad esempio, era costituita da un modulo di 20 'actus' quadrati (il più ricorrente), quella di Altino, per contro, era un rettangolo di 40 'actus' per 30, il più esteso in assoluto.

Il confine tra i due municipi era rappresentato dal corso del fiume Muson, molto più impetuoso un tempo, prima che la Veneta Repubblica deviasse una parte delle sue acque per evitare le rovinose tracimazioni.